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Bullismo online: le conseguenze dell’umiliazione virale

Cos'è il bullismo online

Il bullismo online, o cyberbullismo
è una variante del bullismo che sfrutta strumenti e device digitali come smartphone, computer, tablet e si attua online alimentandosi delle interazioni su web e social media, luoghi in cui diffusione, visibilità e viralità tipiche del mezzo, ne possono amplificare a dismisura portata ed effetti.

Come riconoscere il bullismo online

Rientrano nel cyberbullismo l’invio, la pubblicazione e la condivisione di messaggi offensivi, diffamatori, discriminatori rivolti a una vittima, con l’intento di ferirla, emarginarla, deriderla, umiliarla o attaccarla in modo pubblico e potenzialmente virale. Generalmente il fenomeno del bullismo online ha luogo su social network, sui sistemi di messaggistica onlin e su piattaforme di aggregazione e condivisione online. 
Molti di questi siti e piattaforme online si fondano sulla capacità di aggregare utenti e di costruire intorno a sé comunità ampie e coese, che raggruppano persone dai gusti, interessi e desideri simili. La maggior parte di questi canali, inoltre ha un target giovane e congruente con le fasce d’età più a rischio di bullismo.

La frequenza degli episodi di bullismo online

Gli elementi descritti fanno della rete un luogo in cui il bullismo può trovare terreno fertile e spazi ampi in cui proliferare.
Secondo le rilevazioni del National Center for Education Statistics and Bureau of Justice Statistics del 2015, citate sul sito governativo degli Stati Unito, Stop Bullying, rilevano che a livello nazionale il 21% degli studenti tra i 12 e i 18 anni hanno vissuto episodi di bullismo online. Lo stesso sito riporta anche i dati del Youth Risk Behavior Surveillance System, del 2018, che nell’anno preso in esame dal sondaggio, il 14,9% degli studenti delle scuole superiori è stato vittima di cyberbullismo.

Le conseguenze del cyberbullismo

Il sito governativo britannico dedicato alla sensibilizzazione sul tema del bullismo, BullingUK, riporta statistiche anche più infelici. Secondo i risultati dei sondaggi nazionali, infatti, il 47% dei giovani intervistati afferma di aver ricevuto commenti negativi sui propri profili online e il 62% ammette di aver ricevuto messaggi inappropriati sul proprio smatrphone. Nel 91% dei casi, sempre secondo le rilevazioni, alle denunce di episodi di cyberbullismo non è seguita alcuna azione da parte delle autorità coinvolte.

Bullismo online: gli effetti negativi

Le statistiche citate rivelano uno scenario allarmante, all’interno del quale i giovani fanno esperienza di bullismo online in silenzio, in quanto non nutrono fiducia nel sistema di supporto e aiuto di adulti e autorità e temono ripercussioni e limitazioni del loro accesso a internet.

Ciò aumenta le possibilità di esposizione dei ragazzi al cyberbullismo e li espone a rischi e conseguenze anche a lungo termine. Il bullismo online, infatti, genera vergogna, paura e insicurezza, amplificate dalla portata delle umiliazioni online che appaiono non arginabili una volta messe in moto e dalla sua diffusione capillare, che raggiunge le vittime nelle loro case, sui loro telefoni e computer, senza lasciare vie di fuga. Proprio per questo, quando è sistematico, ricorrente e mirato, il cyberbullismo può essere causa di emarginazione, depressione, disturbi d’ansia e, nei casi più gravi, suicidio.

Cyberbullismo sui social: che fare?

Per affrontare in modo efficace e risolutivo i casi di cyberbullismo è fondamentale, oltre all’educazione dei giovani, anche la formazione degli adulti, in modo da rendere genitori, familiari e docenti consapevoli e attrezzati per gestire casi di bullismo online.
Una buona regola generale è di conoscere e diffondere le regole d’uso dei social media e dei siti online, riconoscendo le infrazioni e le modalità di segnalazione di queste ultime. È bene anche conservare prove (foto, screenshot) dei messaggi inappropriati ricevuti, in modo da poter denunciare gli episodi di cyberbullismo e facilitare il lavoro delle autorità.

Ai genitori è richiesto di controllare in modo sistematico il comportamento e le interazioni online di bambini e ragazzi, incoraggiando la comunicazione e il confronto sulle dinamiche che si instaurano online e sui contenuti che i più giovani fruiscono quotidianamente. Qualora ci sia il dubbio che i propri figli siano vittime di bullismo, è consigliabile agire tempestivamente, facendo riferimento ai referenti scolastici, agli amministratori delle piattaforme online e, nel caso in cui le condizioni lo richiedano, alle autorità giudiziarie e legali.

Educazione e sensibilizzazione sul bullismo

Secondo quanto descritto, risulta quindi essenziale un presidio attento e costante da parte di genitori e insegnanti sulle attività online di bambini e ragazzi.
Nell’ottica di gestire, contenere e, nei casi migliori, prevenire i fenomeni di cyberbullismo, però, è necessaria una presa di responsabilità sociale, a livello scolastico, familiare e di comunità. L’obiettivo è creare una solida rete di controllo e supporto e avviare sistemi di informazione ed educazione sul tema, promuovendo un uso sano e costruttivo degli strumenti di comunicazione digitali e un corretto comportamento online.

Sulla piattaforma Socialbook è possibile trovare un’intera bibliografia sul bullismo, con una selezione di letture sul bullismo online e percorsi di approfondimento con filmografie, materiali online e kit culturali.



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