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Bullismo a scuola: come riconoscerlo per prevenirlo

Il Vademecum su bullismo e prepotenze per le scuole, frutto del Tavolo sul Bullismo per la provincia di Milano definisce il bullismo come “il problema delle prepotenze tra pari”, un fenomeno “caratterizzato dalla tendenza a ripetersi nel tempo, dall’intenzionalità dell’attacco messo in atto dal/i prevaricatore/i e dalla presenza di uno squilibrio di potere tra il bullo e la vittima”.

In questo senso, il bullismo a scuola si configura come “abuso di potere sistematico” perpetrato da uno o più individui nei confronti di un soggetto più vulnerabile dal punto di vista fisico o psicologico. È possibile individuare la presenza di bullismo o atti di prepotenza in “qualunque aggressione, esplicita o nascosta, qualunque umiliazione od intimidazione perpetrata da uno o più bambini/ragazzi ai danni di uno o più compagni” e riconoscere i fenomeni di bullismo a scuola è il primo passo per arginarli, contrastarli e, nei casi migliori, prevenirli. 

Prepotenze e bullismo a scuola

Il contesto scolastico è spesso il teatro primario dei fenomeni di bullismo, che, anche quando tracimano nel contesto virtuale del cyberbullismo, trovano a scuola un terreno fertile, ma anche una struttura potenzialmente adatta ad arginarli e prevenirli. 
Il documento pubblicato sul sito stopbullismo.com riconosce tre categorie di prepotenza, le prepotenze dirette, caratterizzate da molestie esplicite (come aggressioni fisiche, furti, offese, minacce, denigrazioni...), prepotenze indirette, che implicano molestie nascoste e meno riconoscibili (come la diffusione di storie non vere, l’esclusione e l'isolamento delle vittime) e il cyberbullying, fenomeno che raccoglie tutte le molestie attuate tramite strumenti tecnologici e diffuse online.

Gli indicatori del bullismo in classe

Secondo lo studio citato, anche un solo caso di prepotenza a scuola può essere considerato un indicatore di disagio, mentre al ripetersi di questi fenomeni si può dedurre la presenza di bullismo nella classe scolastica.
La prevenzione degli episodi del bullismo passa anche attraverso un controllo attento e costante delle dinamiche relazionali in atto tra gli studenti, cercando di cogliere tempestivamente sintomi e segnali di conflittualità, aggressività, isolamento e prevaricazione.

Come riconoscere un bullo

Tra i segnali da tenere sotto controllo per riconoscere il bullo in un contesto scolastico, il Vademecum cita gli indicatori tratti da D. Olweus, "Il bullismo a scuola", tra i quali la messa in atto di prese in giro, intimidazioni, minacce, umiliazioni e atteggiamenti autoritari, aggressioni fisiche, liti e scontri, furti, danneggiamento di oggetti altrui, diffamazione e tentativi di isolare i soggetti presi di mira.
Intorno alla figura del bullo, è utile riconoscere altri attori che collaborano alla costruzione di dinamiche di bullismo, come gli aiutanti del bullo, che cooperano con lui e prendono parte attivamente alle molestie, i sostenitori del bullo, che manifestano approvazione o sostegno per le aggressioni fisiche o verbali attuate, gli osservatori, il cui ruolo di spettatore rafforza la prepotenza avallandola implicitamente e i difensori delle vittime, che agiscono in maniera proattiva in favore dei soggetti bullizzati, rispondendo alle violenze, consolando la vittima o rivolgendosi a figure adulte e autorevoli.

Come riconoscere una vittima di bullismo

Le numerose ricerche sul tema sembrano confermare alcune caratteristiche tipiche delle potenziali vittime di bullismo, caratteristiche che esulano dagli aspetti di debolezza fisica e che si riferiscono invece a tratti caratteriali e problematiche di ansia e scarsa autostima.

Tra gli indicatori per riconoscere una vittima di bullismo, il già citato testo di Olweus riconosce l’essere oggetto di prese in giro costanti, di intimidazioni, minacce e umiliazioni; l’aver subito aggressioni verbali e fisiche senza riuscire a difendersi; l’essere coinvolto e sottomesso nell’ambito di liti e scontri tra coetane;, l’aver subito furti o dispetti anche gravi; la presenza di lividi, graffi o ferite sul corpo o strappi e usura dei capi di abbigliamento senza apparente spiegazione; situazioni di isolamento, tendenza a evitare interazioni e socializzazione, insicurezza, ansia, depressione o calo repentino del rendimento scolastico.

Riconoscere e prevenire gli episodi di bullismo

Per quanto utili e necessari, gli indicatori devono essere oggetto di riflessione e interpretazione anche in relazione al contesto particolare dell’osservazione. Non è inusuale, ad esempio, rintracciare in un potenziale bullo anche tratti propri della vittima-tipo, riconoscendo nelle problematiche relazionali e sociali e nella difficoltà di gestione dell’emotività e del conflitto tanto la causa delle sopraffazioni subite quanto quella delle molestie attuate nei confronti di soggetti più vulnerabili. 
La rilevazione degli indicatori del bullismo risulta fondamentale, anche alla luce di quanto appena descritto, per riconoscere quanto prima possibile i campanelli d’allarme e per agire in maniera opportuna ed efficace, evitando il sorgere e il diffondersi dei fenomeni di bullismo. E altrettanto importante si rivela l’attenzione alla frequenza della comparsa degli indicatori, la cui reiterazione determina lo scarto tra evento occasionale ed episodio di bullismo reiterato.

Stop Bullismo: il primo percorso tematico di Socialbook

Il primo percorso di Socialbook, Stop Bullismo, raccoglie una collezione di titoli su questi temi dedicati a bambini e ragazzi, suddivisi per età e area tematica. Il progetto si propone di stimolare il dialogo, l'approfondimento e la condivisione su questo tema, proponendo, oltre alla bibliografia, anche filmografie, riferimenti online, incontri, eventi culturali e dedicati alle scuole, alle famiglie, ai bibliotecari, agli editori e ai professionisti del settore.
La piattaforma socialbook.site raccoglie percorsi, bibliografie e spunti di riflessione per leggere la contemporaneità e i suoi problemi attraverso libri, kit culturali e itinerari tematici.

Scopri tutti i titoli di Stop Bullismo!

Nemici miei

di Marco Albonico

Carlo è stato vittima di violenza. Ora, da adulto, è in grado di rielaborare la sua storia e di raccontarla. Fin dalle elementari i rapporti con molti dei suoi compagni non sono buoni, viene escluso dai giochi, emarginato. Il passaggio alle scuole medie è devastante, perché iniziano anche le angherie più esplicite, si viene alle mani. Ma Carlo resiste, a dispetto delle legge del più forte e delle angherie che subisce, che vede coinvolta anche la scuola. Talvolta trova anche qualche alleato, anche se è quasi sempre solo. L'autore mette a fuoco con occhio clinico alcune dinamiche che sono alla base del fenomeno del bullismo.

Rischi comportamentali

di

A metà fra un manuale e una raccolta di aforismi illustrati per conoscere cosa sia il bullismo, come difendersene e cosa implichi; il libro cotiene inoltre un glossario in cui sono elencate le diverse modalità in cui possono avvenire episodi di bullismo.

Tutto normale

di Elena Buccoliero

La violenza che si vede, quella che non si vede e quella che si fa finta di non vedere. Una raccolta di storie, testimonianze i cui protagonisti sono, di volta in volta, i bulli, le vittime, gli amici, i genitori, i professori e gli altri adulti. Otto racconti che raccolgono storie tra adolescenti a scuola o nei luoghi da loro frequentati (treni, discoteche, bar) e che coinvolgono in modi diversi anche i genitori, gli insegnanti, gli adulti che loro incontrano.

Un libro per volersi bene

Con cd audio. Un libro per volersi bene. Sì, il libro quale strumento indispensabile per esercitare un percorso di legalità nel quadro più ampio dell’aspirazione ad un mondo migliore, fatto di sogni e di desideri. E’ una piacevole fiaba che si snoda attraverso luoghi e personaggi realmente storici, una fiaba che vuole essere un monito agli adulti affinché il mondo sia veramente diverso e fatto di opportunità per tutti. "In questo mondo di violenze e di gioventù rubate, abbiamo il diritto di credere all’esistenza di un ipotetico paese di ‘Tuottoèpossibile’ e vivere ancora di sogno e fantasia. Per esser grandi, con i problemi dei grandi, c’è tempo per fortuna…ancora tanto tempo"

Billy Elliot

di Melvin Burgess

Il papà di Billy vorrebbe che prendesse lezioni di pugilato, ma a lui piace la danza. E ci vuol poco perchè i compagni di scuola inizino a prenderlo in giro: perchè un maschio, se è un vero maschio, non fa il ballerino!

Bulli

di Filippo B.

"Cosa c'è di peggio di essere un bullato? Ho 9 anni e tutti i lunedì mi menano." È proprio Manuel che racconta, in prima persona, le prepotenze quotidiane a cui è sottoposto, un racconto che narra soprattutto i suoi pensieri, la sua sottomissione, l'estraniamento, l'isolamento, la chiusura verso gli adulti che "non devono sapere".



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