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Emigrazione: quando eravamo noi

Lavori in corso

Lettere dall'America. Una storia d'amore e d'emigrazione

di Maria Grazia Salonna

Da un epistolario rinvenuto per caso in una soffitta è emersa la storia di una famiglia contadina della zona di Ostra (An), em

Balentes per la libertà

di

Il volume è dedicato al Processo di Roma (1999-2004) sui desaparecidos italiani in Argentina, che ha squarciato il velo sul dramma di 30.000 scomparsi durante la dittatura argentina instaurata nel 1976 dal golpe dei militari. Il Processo di Roma (chiuso con la condanna di tutti gli imputati: ergastolo per due generali argentini e 24 anni di reclusione per gli altri 5 imputati) ha riguardato tra gli altri il "caso Mastinu", relativo al giovane emigrato sardo e valente sindacalista in Argentina, di cui si ha la prova del sequestro e non della materiale uccisione: vero desaparecido. In ragione dell'immane tragedia che ha avuto come teatro l'America Latina è nato e opera in Sardegna un centro di documentazione e di iniziativa per i diritti umani, il Centro Sociale Mastinu-Marras, Tresnuraghes, di cui è presidente onorario Adolfo Pérez Esquivel, premio Nobel per la pace.

L'emigrazione dal Canavese

L'emigrazione, argomento quanto mai attuale, ha visto, tra la fine dell'800 e l'inizio del 900, molti Italiani lasciare la pro

Nozze d'oro

di Jo Pagano

Una saga familiare dello sradicamento, la storia di un amore "impossibile" dalle campagne del Mezzogiorno d'Italia ai campi minerari del Colorado. Il romanzo racconta mezzo secolo di gioie e dolori della famiglia Simone, dietro la quale si cela la vera famiglia dell'autore, nato e cresciuto in Colorado, ma figlio di immigrati italiani.

I migranti pionieri. La prima generazione di emigrati pugliesi

di Franco Merico

Il volume rappresenta un omaggio ai migranti pugliesi della prima generazione che attualmente sono residenti in molte nazioni

Storia di Anna

di Patricia Dao

Calabria, fine della seconda guerra mondiale. Il dramma dell'emigrazione e la sofferenza di chi è stato costretto a lasciare la propria terra delineano le atmosfere di questo romanzo che si muove fra il nero delle ombre della storia e il sole del Sud, un sole traditore, che può portarsi gli uomini all'altro mondo e sfinire i corpi, bevendoli fino all'ultima goccia. Da queste parti, a dettar legge e a vegliare sull'esistenza della gente ci sono santi e mafiosi, Dio da un lato e la 'ndrangheta dall'altro.

Le americane di Ràbbato. Lettere da un mondo nuovo

Una storia scritta direttamente dai protagonisti. Sessantuno lettere dal passato di notevole valore storico che assumono anche un rilevante valore sociologico perché non sono molte le testimonianze dirette di coloro che emigravano. In un Paese ad alto tasso di analfabetismo come l'Italia del primo Novecento è quasi un miracolo poter leggere donne siciliane che si raccontano ad una nobildonna di Mineo (Catania) la quale ha favorito l'avventura americana loro e dei loro cari. Donne grazie alle quali il Lettore viene direttamente a scoprire le speranze, le condizioni di vita, di lavoro, di relazione, gli amori e il desiderio di restare o di tornare a casa. Poi assieme agli autori, il lettore prima trova i nomi di alcuni di questi protagonisti nei registri di Ellis Island e in seguito ricerca e ritrova alcuni dei loro discendenti che ricevono così, non senza una grande emozione, queste inattese lettere dal passato.

Il teatro di Bonaventura. Indagine sull'ultimo Malipiero

di Enrica Capizzi

Gli studi dedicati al teatro musicale di Gian Francesco Malipiero hanno prestato molta attenzione alla produzione che si colloca tra gli anni Venti e gli anni Cinquanta, anni in cui egli seppe definire una precisa idea di teatro e una personale visione drammaturgica. Nonostante la sua produzione drammatica sia stata ininterrotta nell'arco della parabola artistica, le ultime opere di Malipiero non hanno goduto di grande attenzione da parte della critica, probabilmente per la loro distanza dalle posizioni manifestate negli stessi anni dai giovani compositori emergenti nell'ambito dell'avanguardia post-weberniana e contrassegnate da una radicale rottura rispetto alla tradizione operistica. Tuttavia, sin dalle prime opere, Malipiero ha anticipato intuizioni che verranno pienamente sviluppate dalle nuove generazioni, come la struttura discontinua della narrazione che procede per 'pannelli' giustapposti e che dà luogo a una 'disgregazione' del 'testo' teatrale comunque ricomposta dalla presenza 'estetica' del compositore, demiurgo la cui 'impronta' si fa più evidente proprio negli ultimi lavori.

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